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TORAY PMMA FILTRYZER

Estor offre membrane di dialisi altamente specializzate prodotte da TORAY, azienda multinazionale giapponese, leader mondiale nel settore delle nanotecnologie, della chimica e dello sviluppo di membrane. TORAY è l’unico produttore al mondo nel riuscire a realizzare membrane dialitiche di polimetilmetacrilato (PMMA); queste sono riconosciute universalmente per la loro esclusiva biocompatibilitità, l’alta performance di rimozione delle tossine uremiche, l’ampia gamma di coefficiente di ultrafiltrazione (UFR) e le uniche proprietà di adsorbimento adatte alla rimozione delle tossine uremiche non dializzabili.

Le membrane in PMMA sono progettate per offrire la massima biocompatibilità al paziente e aggiungere una terza dimensione alla dialisi: l’adsorbimento. Se attraverso diffusione e convezione si riescono a rimuovere molecole di piccolo e medio peso molecolare, aggiungendo l’adsorbimento si ha la capacità di rimuovere molecole di medio e alto peso molecolare, incluse le PBUT (protein-bound uremic toxins), responsabili di molte comorbidità nel paziente uremico.

Le membrane PMMA della famiglia FILTRYZER® sono membrane uniche dedicate al trattamento del paziente in malattia renale cronica che necessita trattamento emodialitico. Le membrane in PMMA sono riconosciute dai nefrologi per la loro esclusiva biocompatibilità e la comprovata capacità nell’esperienza clinica di migliorare la qualità di vita del paziente.

Le membrane PMMA sono conosciute e apprezzate per la loro unica emocompatibilità, biocompatibilità e proprietà di adsorbimento in aggiunta ai classici meccanismi filtrativi di diffusione e convezione. Le membrane PMMA permettono la rimozione di tossine uremiche “non-dializzabili”, migliorando la risposta immunitaria del paziente CKD, contribuendo alla riduzione delle comorbidità a breve e medio termine, garantendo una superiore capacità nel mantenere massa muscolare e proteica del paziente, riducendo il prurito uremico e il rischio di comorbidità cardiovascolari.

Esperienze cliniche recenti hanno dimostrato anche l’efficacia delle membrane PMMA nel rimuovere le catene libere leggere (sFLC) nel trattamento del paziente affetto da mieloma multiplo con insufficienza renale richiedente terapia sostitutiva renale.

Grazie alla loro esclusiva biocompatibilità le serie PMMA FILTRYZER sono le membrane di riferimento per eseguire le prime emodialisi sui pazienti incidenti e per il trattamento di pazienti che mostrano intolleranze alle membrane convenzionali. Le serie PMMA FILTRYZER offrono una dialisi personalizzata basata sulle esigenze cliniche specifiche di ogni paziente.

Tabella 1. Caratteristiche delle serie PMMA FILTRYZER.

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ALTA BIOCOMPATIBILITÀ E TOLLERABILITÀ CLINICA

Le serie FILTRYZER B3-A e B1-H sono le membrane di riferimento per la biocompatibilità e la tollerabilità clinica.

La B3 è una membrana Low-Flux ideata per eseguire emodialisi in modalità convenzionale (HD). Questa membrana è leggermente anionica sulla sua superficie. Numerosi studi hanno dimostrato la sua capacità nell’attivare minimamente il complemento e nell’ottenere una migliore rimozione della β2 microglobulina. La B3 è consigliata per pazienti che necessitano un trattamento emodialitico non aggressivo, come per esempio i pazienti incidenti che devono iniziare l’emodialisi o i pazienti anziani.

La B1 è una membrana High-Flux consigliata per eseguire sia un trattamento in modalità HD sia in emodiafiltrazione (HDF). I pori sulla superficie sono di diametro maggiore della B3. La B1 è contraddistinta da una più elevata permeabilità all’acqua ed è priva di carica superficiale.

UREMIC PRURITUS  -  RIMOZIONE DI MEDIATORI DELL’INFIAMMAZIONE  -  ADSORPTION HDF (A-HDF)

La FILTRYZER BG-U è caratterizzata da una straordinaria uniformità nella dimensione e distribuzione dei pori sulla superficie, garantendo così un’elevata permeabilità all’acqua.

La FILTRYZER BG-U è una delle più recenti ideate da TORAY. Questa membrana è il riferimento per la biocompatibilità e per la tollerabilità clinica. La membrana BG-U è leggermente anionica sulla sua superficie ed è caratterizzata da una straordinaria uniformità nella dimensione e distribuzione dei pori sulla superficie, garantendo così un’elevata permeabilità all’acqua. Questo comporta anche una capacità di adsorbimento senza precedenti non solo delle molecole a basso peso molecolare ma anche di quelle a medio peso. Numerosi studi hanno dimostrato l’efficacia della membrana BG-U nel ridurre il prurito uremico (istamina-mediato) che ricevono trattamento emodialitico.

Prurito uremico

Più del 50% delle pazienti riceventi terapia emodialitica soffrono di prurito uremico. Questa patologia ha un impatto negativo sulla qualità di vita ed è associata ad un aumento del rischio di mortalità (come descritto nello studio DOPPS I e DOPSS II). Il meccanismo che sta alla base del prurito uremico non è totalmente compreso ma tutto fa asserire che sia una condizione correlata ad un infiammazione sistemica generata dal rilascio di istamina, piuttosto che un disturbo cutaneo. Diversi studi hanno dimostrato come il trattamento emodialitico con la membrana BG-U riduca il prurito uremico in maniera efficace, e questo effetto perduri per 3-4 mesi dal momento dell’interruzione dell’utilizzo di membrane PMMA e il ripristino del dializzatore inizialmente utilizzato dal paziente.

Rimozione dei mediatori dell’infiammazione

La capacità di adsorbimento, oltre ai meccanismi di diffusione e convezione, consente la rimozione di molecole con un peso molecolare medio-alto non ottenibili per filtrazione, tra cui i mediatori dell’infiammazione come per esempio IL-6, IL-8, TNF-alfa e HMGB-1. Questa peculiarità si aggiunge alle proprietà uniche della membrana PMMA nel ridurre lo stimolo dei mediatori dell’infiammazione e l’attivazione del sistema del complemento innescato dal contatto del compartimento ematico con il materiale artificiale, come di solito accade nelle membrane standard per dialisi.

A-HDF (Adsorption HemodiaFiltration)

FILTRYZER BG-U è la migliore membrana in PMMA per poter lavorare in modalità emodiafiltrazione garantendo l’unicità della Adsorption Hemodiafiltration (A-HDF ). La combinazione di alta convezione e di alto adsorbimento apre la strada per un nuovo concept di modalità emodialitica.

 

IMMUNODEFICIENZA - RISCHIO CARDIOVASCOLARE - MIELOMA MULTIPLO

La FILTRYZER BK-F è caratterizzata dalla presenza di pori sulla superficie di larga dimensione che possono raggiungere 100 Å.

La FILTRYZER BK-F è ideata per la rimozione delle molecole di medio ed elevato peso molecolare. Come le altre serie PMMA, questa membrana è il riferimento per la biocompatibilità e la tollerabilità clinica; è caratterizzata dalla presenza di pori sulla superficie di larga dimensione che possono raggiungere 100 Å. La BK-F è un dializzatore di PMMA unico con pori di dimensione elevate per la rimozione di molecole di medio e alto peso molecolare (HMW) come le PBUT (tossine uremiche legate a proteine) attraverso la combinazione di diffusione, convenzione ed adsorbimento.

Immunodeficienza

I pazienti che ricevono una terapia emodialitica sono pazienti di per sé affetti dall’immunodeficienza che comporta una suscettibilità a infezioni, tumori maligni e a una ridotta risposta alla vaccinazione per epatite B. Inizialmente riconosciuta come membrana specifica per il trattamento dello stress ossidativo, le recenti e nuove evidenze cliniche mostrano la capacità della membrana BK-F nell’abbattere i livelli sierici di sCD40, glicoproteina di elevato peso molecolare responsabile della ridotta sieroconversione alla vaccinazione per HBV nel paziente uremico.

Rischio cardiovascolare

I pazienti in emodialisi cronica hanno una mortalità e morbidità cardiovascolare più elevata rispetto alla popolazione generale. La membrana BK-F può migliorare l’anemia, diminuire il livello di omocisteina e delle tossine uremiche a medio/alto peso molecolare. Lo studio RISCAVID ha mostrato un aumentato rischio cardiovascolare nei pazienti con livelli sierici di sCD40L > 7,6 ng/mL. L’attivazione del pathway CD40/CD40L ha un ruolo importante nella disfunzione delle cellule endoteliali e nella calcificazione vascolare tramite differenziazione osteoblastica delle cellule muscolari lisce vascolari (VSMC). Cantaluppi et al. hanno mostrato come le membrane PMMA riducano i livelli sierici di sCD40L sotto la soglia di allerta di 7,6 ng/mL.

Mieloma multiplo

L’insufficienza renale è la principale comorbidità e causa di mortalità nei pazienti affetti da mieloma multiplo. Circa il 10% di pazienti con diagnosi di Mieloma Multiplo richiedono un trattamento dialitico per sviluppo d’insufficienza renale acuta causata dall’accumulo di catene libere leggere monoclonali, immunoglobuline κ e λ con peso molecolare pari a 25 kDa e 50 kDa in forma di monomero. La plasmaferesi non ha mai dimostrato una piena efficacia nel ridurre le catene libere leggere e inoltre, non assolve la necessità di emodialisi nel paziente che ha sviluppato insufficienza renale acuta. Le catene libere leggere (sFLC) possono essere rimosse con le membrane adsorbitive PMMA, associando anche la funzione di depurazione dialitica. In letteratura, è dimostrato come la membrana BK-F sia particolarmente efficiente nell’adsorbire sFLC.

Enhanced Adsorption Dialysis (EAD®) – Sistema EAD

Abbiamo sviluppato il sistema EAD (Enhanced Adsorption Dialysis) per eseguire una dialisi sequenziale per massimizzare le performance di adsorbimento delle sFLC nel paziente affetto da mieloma che ha sviluppato insufficienza renale richiedente una terapia sostitutiva renale. Considerando le sFLC, l’adsorbimento con membrana PMMA raggiunge la sua massima efficacia nelle prime ore del trattamento dialitico, mentre si ha minor efficacia nella seconda parte quando si giunge a saturazione. Il sistema EAD attraverso l’utilizzo di uno specifico blood line set e un secondo dializzatore BK-F, porta a raddoppiare la capacità adsorbitiva di sFLC. Il risultato è un aumento significativo nella rimozione di sFLC, lavorando in modalità bicarbonato dialisi standard, evitando perdita di albumina, mantenendo inalterato il tempo della seduta, l’utilizzo di anticoagulante, non facendo perdere sostanze importanti per il paziente (albumina) come avviene con le metodiche HCO.

Le prime esperienze dell’utilizzo della tecnica EAD mostrano
 come ci sia un effettivo miglioramento nella rimozione delle catene libere leggere (sFLC). Mentre con una dialisi a singolo filtro PMMA BK-F si ottengono delle rimozioni pari al 15% (valori pre-trattamento 
di 2096±179 mg/l e valori post-trattamento di 1776 ± 225 mg/l) passando alla tecnica EAD la rimozione risulta essere del 53.1% (valori pre-trattamento pari a 2105±505 mg/l e
valori post-trattamento pari a 986 ±168 mg/l).
Non ci sono state differenze né nella durata della seduta dialitica né nell’uso dell’anticoagulante rispetto ad un trattamento
di dialisi standard (HD) con singolo filtro PMMA BK-F.

MINIMA ATTIVAZIONE DEL COMPLEMENTO - ANTITROMBOGENICITÀ - PRE E POST-TRAPIANTO

NEW FILTRYZER NF-H è la più recente membrana PMMA sviluppata da TORAY.

Con questa membrana TORAY è riuscita a migliorare ulteriormente l’emocompatibilità e l’antitrombogenicità che caratterizza le membrane PMMA.

NEW FILTRYZER NF-H ha la stessa eccezionale capacità di adsorbimento che contraddistingue la membrana PMMA, permettendo l’adsorbimento di molecole ad alto peso molecolare (HMW e PBUT) che non possono essere rimosse con meccanismi standard di diffusione/convezione.

Pazienti pre e post-trapianto

Grazie alla sua eccellente emocompatibilità e antitrombogenicità, NEW FILTRYZER NF-H è il dializzatore ideale per i pazienti pre e post-trapianto.

Non attivando il sistema del complemento e riducendo l’attivazione delle cellule endoteliali e delle piastrine, la serie NF può essere la membrana di dialisi ideale per i pazienti in lista d’attesa per il trapianto e per i pazienti che hanno ricevuto un trapianto d’organo con  Delayed Graft Function (DGF).

La DGF è una forma di insufficienza renale acuta che si verifica nel 20-50% dei trapianti di rene da donatori deceduti ed è associata ad un aumento del rischio di rigetto acuto e ad un peggioramento della sopravvivenza a lungo termine del graft.

Il danno da ischemia-riperfusione è caratterizzato da una massiva attivazione dell’immunità innata, innesco del complemento e della cascata coagulativa con conseguente rilascio di cellule infiammatorie all’interno del graft che porta alla Delayed Graft Function (DGF).